Con le lacrime agli occhi alcuni ricordi di uno dei piu' cari amici del corso '59 : Antonio Laquidara chiamato da sempre Nino. Ci siamo sentiti un po' di tempo fà e mi raccomandava di non uscire di casa ma se proprio devi tieni la mascherina, la distanza con le persone e lavati le mani. .
Avevo capito e non tanto meravigliato che si preoccupava per me, gli ho risposto : "sissignore, comandi Capo" e allora ci siamo fatti una risata ricordando ancora una volta che era mio Superiore e di questo ne andava fiero, scherzandoci su mi faceva capire che la sua amicizia era importante quanto la mia. 
Mi devo sfogare a scrivere perchè i ricordi  che mi frullano in mente di Nino non vadano persi, sono triste a pensare che non c'è più, ma mi devo sforzare a pensarlo come l'ho conosciuto e apprezzato fin dal primo momento. 

Ho chiesto a tutti di mandarmi una storia della vita passata in Marina, pochi mi hanno risposto e tra questi dopo qualche sollecito mi sono arrivate tante foto sue e di suo padre. E il testo?  "scrivilo tu, non ho voglia di farlo, tanto tutti sanno tutto di me".

Mi vengono a mente tanti ricordi, il compagno prescelto a Venezia per uscire, sicuro di farmi tante risate e anche qualche apprensione per quello che aveva in mente di come passare la franchigia. 

Durante una di queste vicino al Ponte dei Sospiri con un vento fortissimo gli è caduto il cappello a mare,  tenuto a forza che lo voleva recuperare tuffandosi.
Per tutto il tragitto di ritorno a discutere che voleva il mio berretto perchè era colpa mia se non era riuscito a riprenderlo.

Naturalmente al Corpo di Guardia vengo da lui accusato di essere il colpevole della mancanza del cappello. Nessuno gli ha creduto e punito per la prossima uscita e trattenuta sulla paga per il costo del nuovo berretto. 

Come dimenticare l'incontro con gli Alpini a Venezia nel 1960 durante il loro raduno annuale. A Piazza San Marco c'era un piccolo gruppo che cantava le classiche canzoni alpine. Nino si è unito al coro e poi giu' vino e grappa per festeggiare il marinaio amico degli Alpini.

Sul cappello,sul cappello che noi portiamo
c’e una lunga, c’e una lunga penna nera
che a noi serve, che a noi serve da bandiera
su pei monti, su pei monti a guerreggiar, oilalà.

 dopo questa canzone e altre ancora ecco spuntare una penna nera
sul cappello di Nino, donata da un alpino al marinaio, un amico degli Alpini.

Era il simpatico per eccellenza, quello che piaceva a tutti e tutti ridevano delle sue storie e dei suoi "BELIN" detto ogni 3 parole. Raccontava barzellette e aveva un modo tutto suo per attirare l’attenzione e la risata era sempre puntuale.

Un patito del calcio e cosi' a Venezia è nata una squadra con i giocatori scelti da lui dopo un severo provino. Ho fatto parte del gruppo per un po' con il ruolo di "mediano di punta", mi chiamava cosi' perchè i miei calci erano sempre fatti con la punta della scarpa. A tutti cambiava il ruolo ufficiale e cosi' durante le partite tra le varie sezioni o contro i Contabili e Infermieri c'era lo sfotto' con il nome affibbiato da lui.

Dopo Venezia ci siamo rivisti al corso IGP di circa 12 mesi e al corso Professionale di 3 mesi entrambi a La Maddalena. Sempre uguale e sempre con lo stesso spirito, non sembrava passato un giorno dopo circa 10 anni che non ci vedevamo.

Conosceva tutto dell'isola La Maddalena e tutti gli abitanti lo conoscevano in quanto c'era stato destinato per circa 1 anno, era la punizione per qualche cosa che non doveva fare, non mi ha voluto mai dire che cosa aveva fatto veramente, un paio di volte chiesto e la risposta piu educata "fatti gli affari tuoi, non te la voglio raccontare".

All'inizio tanti consigli e tante raccomandazioni, una su tutte di quando si prendeva lo stipendio non fare nessuna spesa come minimo per una settimana in quanto i commercianti sapevano che avevamo un po di soldi in tasca e aumentavano i prezzi. Andare per negozi a comprare qualche souvenir da portare per regalo a mamme e fidanzate, la sua parlantina e il suo carattere ligure con la sua presenza i prezzi scendevano.

Una volta è venuto a trovarmi a bordo del  sommergibile Da Vinci, purtroppo non ho potuto farglielo visitare in quanto non erano ammessi visitatori. E li' a portarmi in giro perchè non c'erano oblo' per vedere il mare di sopra e di sotto,  il titolo "topo di fogna" quello piu' simpatico, il fatto che  non era potuto scendere e vedere come stavo a vivere dentro sto coso nero lo innervosiva. 

Quando mi telefonava, meraviglia risentire la sua voce ligure, ricordava sempre con nostalgia gli episodi che sono successi nel corso degli anni di Marina.

Dopo anni tra Ministero e imbarco viene trasferito a Maridepocar  La Spezia (10 minuti da casa, mi diceva) con il compito di assegnare la matricola e la categoria al personale di leva. Ci metteva passione perchè sapeva l'importanza per questi ragazzi, teneva conto delle loro desiderate per l'opportunità di imparare un mestiere che poteva servire anche dopo da civile.

In pensione si era iscritto ai volontari della croce rossa per accompagno e aiuto nelle autoambulanze. Durato poco in quanto certe scene lo sconvolgevano e allora in ufficio per dare un mano. Mi raccontava di come era complicato, tanta burocrazia e tanti moduli da compilare per ogni intervento. Fortuna sua essere stato furiere per tutta una vita, capiva al volo i compiti assegnati senza chiedere tante spiegazioni.

Quando è successo del crollo del Ponte Morandi, l'ho chiamato,  aveva capito che volevo una spiegazione   come e perchè era successo. La risposta fu : "Lo hanno costruito a Belin de can".

Mi piaceva quando parlava della sua Liguria, delle 5terre, della bellezza del Ponente e del Levante, andava orgoglioso della sua terra e della sua vita sul mare da sempre. Una volta mi ha colpito una sua frase che diceva : "amo il mare e non potrei mai vivere lontano dal mare" .

Ogni tanto ci scambiavamo le foto per vedere come eravamo diventati vecchi. L'ultima foto mi sono un po' vendicato di tutte le dicerie che diceva sul mio conto, non mi ha risposto a tono come di solito faceva  e allora ho capito che non stava tanto bene e alcuni pensieri lo assillavano.

Ciao Nino, "Belin d'un belin" (come dicevi TU)

Addio, amico e fratello di mare - Riposa in Pace.

 

aggiornato a :
martedì 26 gennaio 2021

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