Un ricordo del tempo trascorso in Marina.

In questo periodo nell'ambito marinaro si parla tanto di Sommergibili (Notiziario della Marina, CNS, Aria alla Rapida,  vari gruppi su Facebook) mi permetto di raccontare la mia entrata in questa grande famiglia, che ancora dopo oltre 60 anni, dopo la mia esperienza a bordo del Smg. Da Vinci,  ne faccio parte con immenso piacere.

Era l’anno 1961 mese di novembre in cui dopo 1 anno e mezzo di destinazione al Dipartimento di Napoli era giunto il tempo e la voglia di andare a vedere che cosa erano i sommergibili, di cui avevo fatto domanda di imbarco invogliato dal mio Capo ex sommergibilista.

Dopo circa un mese trasferimento alla Segreteria del Comando Sommergibili di Taranto. La finestra dell'ufficio era davanti alla banchina dove erano ormeggiati i sommergibili che all’epoca (anno 1961) erano cinque : Giada, Vortice e tre ex USA : Da Vinci, Torricelli e Tazzoli.

Nella palazzina Comando c’era sempre un via vai di Comandanti e Ufficiali imbarcati sui sommergibili per sbrigare delle pratiche oppure di personale che si addestrava per diventare sommergibilista.

Nella segreteria, scrivania, macchina da scrivere e tanti faldoni di varie pratiche, giorni tutti uguali e pochi amici con cui dividere il tempo, la città di Taranto poi non mi offriva grandi novità.  

Un giorno entra in ufficio il Comandante in 2^ (allora Tenente di Vascello Filippo Ruggiero) del sommergibile Da Vinci e mi chiede un'informazione su una pratica, ben lieto di mettermi a disposizione trovo che ha apprezzato la mia volontà di aiutarlo con un grazie e un complimento.

Di solito per portare i documenti sui battelli c’erano i piantoni, un giorno mi invento una consegna sul  Da Vinci, esco dall'ufficio e chiedo di salire a bordo per la consegna  di un plico personalmente al Comandante in 2^.

Mi accompagnano e con emozione scendo la ripida scaletta, la mensa, locale manovra, uno stretto corridoio e infine il quadrato ufficiali dove il Comandante Ruggiero era intento a vedere delle carte insieme ad altri ufficiali.

Mi riconosce e dopo la firma per ricevuta di quanto consegnato dice al marinaio accompagnatore di farmi fare un giro del sommergibile perché aveva capito che stando in Segreteria Comando non avevo ancora mai visitato un battello.

A prora stavano preparando dei siluri con il Capo Silurista che spiegava come fare delle operazioni delicate, al centro il Direttore di Macchina discuteva in termini tecnici alcuni problemi avuti durante l’ultima navigazione, in torretta manutenzione del radar e altri apparati, fatte le presentazioni un addetto al radar mi chiede chi sono, cosa faccio e se volevo venire imbarcato sul Da Vinci dato che il furiere segretario in carica voleva ritornare al Ministero essendo di Roma.

Certo e ti ringrazio se parli con chi di dovere, non ti preoccupare a bordo ci penso io, ma al tuo Comando ci devi pensare tu … e già al Comando dove avevo appena iniziato ad operare bene e a conoscere le pratiche da svolgere …

Ritornato in segreteria il Capo Ufficio mi chiede come mai sono andato a bordo del Da Vinci a consegnare un documento e non farlo tramite piantone. Una botta di sincerità e gli dico che avevo voglia di vedere il sommergibile come era fatto dentro, sorride e mi dice che presto sarò accontentato perché ci sono  in programma nuovi imbarchi di Furieri e mi ritiene idoneo per un incarico del genere.

Contento di quanto promesso chiedo se era possibile l'imbarco sul Da Vinci perché avevo delle conoscenze. Dopo qualche tempo ecco arrivare la buona novella, trasferimento a bordo del battello che avevo chiesto di andare : "Sommergibile Leonardo Da Vinci "  :
 

  • CONSEGNATO ALLA MARINA MILITARE ITALIANA: 31 GENNAIO 1955 -
  • SIGLA NATO : 510
  • In DISARMO il 15.10.1972 e radiato il 1. MAGGIO 1973
  • MOTTO : "NON SI VOLTA CHI A STELLA E' FISO"  
     

Il C.te Ruggiero contento di avermi a bordo e il radarista Giovanni Calistri fiero di aver contribuito al mio desiderio anche se si chiedevano cosa ci fà un Umbro in Marina che ha visto il mare per la prima volta a 20 anni.

I scherzi a bordo per i nuovi imbarcati sono una consuetudine che nessuno puo' evitare, le persone che cercano di evitarlo o si rifiutano, lo subiscono prima o poi a sorpresa.

Mandato dal Capo Elettricista a prendere "Ampere" e ritornando con il secchio pieno di qualche vaffa e con un "non hai un czz da fare", ho subito l'ilarità di tutto l'equipaggio.

Oppure andare a chiedere al cuoco a che ora si mangia e la risposta ovvia "quando è pronto e a che ora ti aspetta" e strillando per farlo sentire a tutto l'equipaggio "questo non è un ristorante signor nuovo arrivato".

Quattro anni a bordo, in mezzo a tante difficoltà non avendo a disposizione un locale come ufficio ma sempre accampato a mensa oppure in quadrato ufficiali oppure con le scartoffie su
lla mia branda, era difficile e stressante lavorare in queste condizioni.

In navigazione ero addetto al timone verticale che in parole povere era come essere l'autista che portava in giro per il mare tante persone che erano tranquille e fiduciose di quello che facevo.

Questo succedeva in navigazione normale, ma poi quando suonava il posto di manovra cambiava tutto : addetto alle comunicazioni tra i vari reparti il che non era un grande incarico ripetere a pappagallo all'interfono gli ordini del Comandante.

Poi una volta con mia grande sorpresa vengo messo al timone durante una manovra di ormeggio in quel di Augusta, grande emozione in quanto bisognava essere precisi e rapidi ai comandi impartiti dal Comandante che era in plancia.

Da quel giorno ero diventato e considerato un vero Marinaio e Sommergibilista che alcuni amici divertiti da tanto mio entusiasmo hanno voluto festeggiare a spese mie nel nostro bar preferito.

Di già entrare in Marina è stato un grande cambiamento della propria vita, poi entrare e vivere dentro un sommergibile era il colmo di quello che si aspettavamo i nostri genitori, con i nostri racconti durante le licenze la  preoccupazione saliva alle stelle. 

Raccontare in giro che eri imbarcato su un sommergibile era come oggi dire che sei un astronauta, poi il colmo da chi viene in posti che non c'è il "sapore di sale", nemmeno quando sentivi la canzone di Gino Paoli.

Tutto ha un principio e una fine : era il mese di maggio 1965 e dunque in preparazione per una crociera sia in qualche porto italiano che all'estero, quando tra la posta trovo una busta rossa, era purtroppo il mio trasferimento allo Stato Maggiore della Marina a Roma.

il Comandante Pozzi dopo un paio di telefonate a Maripers mi ha detto che non c'era nulla da fare : dovevo sbarcare al piu' presto perchè dovevo fare una sostituzione urgente al Reparto Elicotteri di Maristat che erano privi di furieri. L'unica concessione era che sbarcavo solo quando arrivava il sostituto e dopo un paio di giorni di consegne.

Al momento dello sbarco qualche lacrimuccia nel salutare la bandiera e rammarico di dover scendere da quella passerella e non poterci risalire mai più come imbarcato.

I miei amici hanno fatto ala al mio passaggio e al grido "ciao Franco, amico nostro" mi sono allontanato salutando commosso e dispiaciuto. Mi aspettava il Ministero della Marina a sbrigare scartoffie, tanta burocrazia e tante comodità, ma spesso anche tanta nostalgia per l'aria puzzolente del DA VINCI. 

Un ricordo lo voglio dedicare al C.te Ruggiero, conosciuto come C.te in 2^ e poi dopo un anno da Comandante. L'ho rivisto spesso al Ministero e sempre con la cordialità che lo distingueva.
Una volta è venuto a trovarmi
in ufficio al 6° Reparto Elicotteri di Maristat per invitarmi se volevo andare con lui su Nave Alpino. Purtroppo gli dissi di no in quanto era nato il mio secondo figlio e in famiglia eravamo un po' in difficoltà se dovevo stare come minimo un anno fuori casa.

Attraverso amici del Ministero sapevo del suo avanzamento in carriera e la nomina a Capo di Stato Maggiore. La Sua scomparsa mi ha addolorato e fatto ricordare il periodo trascorso insieme sul Da Vinci.

Voleva che dovevo stare sempre a portata di voce, una volta mi ha beccato in sala radio insieme all'amico  Radiotelegrafista che tentava di insegnarmi il codice morse e un'altra volta nel buco degli Ecg, volevo sentire quello che dicevano i delfini oppure a giocare a carte a poppa con i meccanici ed elettricisti.
Bravo Comandante e brava persona, sapeva comandare con il giusto senso della disciplina. Mai troppo severo, mai troppo tenero.

Il Furiere Segretario è a stretto contatto del Comandante per le varie pratiche burocratiche e amministrative, conosce tutti e di tutti sà tutto quello che è scritto nei fogli matricolari dove si racconta la vita militare di una persona e per via di questi incarichi particolari ci deve essere una fiducia estrema e ricordo bene di averla avuto in pieno.

Essere benvoluto a bordo da tutto l'equipaggio non era facile, pero' dopo tanti anni su FB e altri collegamenti multimediali ho avuto la conferma che nessuno ce l'aveva con me per le guardie o per le trascrizioni delle punizioni che impedivano di uscire in franchigia.

Ho cercato sempre di aiutare nel limite del possibile tutti indistintamente, mi piaceva di essere considerato uno di loro e non di parte perchè ero costantemente a contatto con il Comandante.

Poi gli Ufficiali che hanno avuto la pazienza di avermi tra i piedi in quadrato mentre scrivevo a macchina oppure la trascrizione sui fogli matricolari delle valutazioni annuali. I veri amici di bordo : Giovanni Calistri in primo luogo ma anche Sbuelz, Orlando, Longo e tutto il resto dell'equipaggio.

Ho trascorso  un bel periodo di gioventù da ricordare per tutta la vita (nov. 1961 - maggio 1965).

 

Il Da Vinci in navigazione di trasferimento da Augusta a La Spezia

 

 

 

aggiornato a :
mercoledì 24 novembre 2021