Sole, Mare, Vesuvio .. vedi Napoli e poi ..
tanta nostalgia di gioventù


Napoli luglio 1960,
la mia prima destinazione dopo il corso alle scuole di Venezia, non avevo chiesto Napoli nelle mie desiderate  e dunque un pò contrariato mi sono ritrovato nella città più "chiacchierata" d'Italia, ideale solo per chi ci è nato.

L'inizio è stato difficile, e la domanda piu gentile che mi rivolgevano "ma che ci fai qui, come mai non hanno mandato un napoletano", mi consideravano un antipatico settentrionale che rubava il posto a uno del posto. Esasperato da questo comportamento infine sbotto e rispondo con voce alterata "mi ci hanno mandato e non ci sono venuto", chiaro? e spero di andarmene al piu presto". La mia uscita ha avuto l'effetto voluto e dunque fine della storia. "Hai ragione, ben arrivato e speriamo che ti ci trovi bene".

Mi avevano accettato anche se non sopportavo che mi parlavano in napoletano, spesso chiedevo la corrispondenza in italiano  in quanto non capivo una parola di quello che dicevano, la risposta fu che dovevo imparare a "capire la lingua" perchè loro non la cambiavano per me.

Il mio Capo era una persona gentile e molto preparato professionalmente, venuto a sapere quello che mi succedeva, mi ha fatto un lungo discorso raccontando le sue esperienze di Marina, gli ricordavo quello che gli era successo durante una destinazione a La Spezia e dunque dovevo sopportare e vivere tranquillo e per quanto possibile mi avrebbe aiutato a superare le controversie con i colleghi.

Dopo un pò di tempo, qualcuno ha pensato di farmi conoscere Napoli e i suoi dintorni, liberi dal servizio, mi hanno portato in posti che difficilmente un turista poteva andare, conosciuto persone che da solo non mi avrebbero mai rivolto la parola.

E ora guardando una foto mi ritorna la nostalgia, il ricordo di quel periodo della mia vita, questo grazie all'ambiente che ho trovato. Il calore della gente è difficile dire e raccontare. Il carattere e la simpatia dimostrata in tanti piccoli e grandi episodi hanno fatto si che ci sono stato piu' del dovuto.

Poi è scattata la molla di andare a fare il marinaio, quella voglia scaturita dopo un anno di Venezia di conoscere il mare vero, quello dove l'acqua si perde oltre all'orizzonte.

Volevo andare imbarcato, si a fare veramente quello per cui mi ero arruolato, volevo assaporare quello che gli altri colleghi avevano già sperimentato.

Parlato con il mio Capo, mi dice che per il momento non era previsto un mio imbarco, "di solito per la tua categoria come minimo ci si sta 3 anni in una destinazione a terra,   poi per avanzamento carriera il Ministero stabilirà il tuo futuro", ma "famme capi',  perchè all'improvviso questo desiderio di  andare via, è successo qualcosa con i tuoi colleghi, non ti piace piu' il lavoro che fai, all'improvviso ti è antipatica Napoli? " A tante domande non ho saputo rispondere e allora rassegnato non ci penso più e continuo la mia vita.

Un giorno mi portano a Capri, sul traghetto qualcuno inizia a parlare del suo ultimo imbarco, delle avventure avute, dei posti magnifici visitati e delle esperienze indimenticabili, sentendo questi discorsi belli e affascinanti  riaffiora in me il  desiderio di andare via. Purtroppo non potevo, dovevo avere pazienza, ma quando si è giovani si è impazienti.

In un momento di relax, chiedo al mio Capo che imbarchi ha fatto dopo tanti anni di Marina? Inizia a raccontarmi  il suo vissuto, le sue belle esperienze, poi si ferma e mi chiede : "ma te ne vuoi proprio annà?" Ci sarebbe un modo certo e veloce, vai dal tabaccaio, compra un foglio di carta bollata, ti faccio fare la domanda per imbarcarti sui sommergibili, mi hanno detto che sono a corto di personale.

Dopo circa un mese, lettera di trasferimento a Taranto al Comando Sommergibili Segreteria Comando, ma come un altro ufficio? Di nuovo nel panico piu' totale, in compenso pensavo che da li sarebbe stato piu facile andare imbarcato e infatti dopo un paio di mesi destinato sul Sommergibile DA VINCI.

Vantaggi avuti? Avanzamento di carriera, soldi e soddisfazioni, ma ne è valsa la pena? sentivo i miei amici fare crociere da sogno, l'America, i paesi del Nord, il periplo dell'Africa, in Sud-America ecc. e io visitavo solo alcuni porti del mediterraneo che poi ogni anno era sempre la solita routine. Forse se fossi rimasto a Napoli e aspettavo il mio turno anch'io avrei avuto una soddisfazione diversa e piu interessante.

Il mio saluto a Napoli? Molto commovente, i miei amici hanno organizzato una pizza e cosi' fra uno sfotto' e uno scherzo ho salutato la piu' bella città d'Italia e le persone che mi sono state amiche.

La mattina dopo ho preso il treno per una nuova esperienza di vita  e mano mano che mi allontanavo da Napoli ripensavo ai due anni vissuti in questa bellissima città, un piccolo dispiacere per il distacco dove sono stato meglio durante tutta la mia permanenza in Marina.

Pentito per aver lasciato il posto dove ero stato trattato bene?  sicuro, la mia divisa era un passaporto sicuro per andare dove volevo, rispettato e trattato da amico e che purtroppo non sono riuscito ad avere nelle altre destinazioni.

Il confronto con Taranto non era per nulla immaginabile, una città di marinai e la popolazione ostile a fare amicizie. Nulla a che vedere con Napoli e la sua gente che una volta amico è per sempre senza alcuna riserva.

Dopo alcuni anni ritornato in viaggio di nozze con mia moglie, ha voluto vedere un po' dei miei luoghi preferiti che ricordavo bene frequentati  alcuni anni addietro da marinaio.

Al ristorante "Zi' Teresa" cantato insieme ai turisti alcune canzoni napoletane e anche se un po' storpiate e stonate ci siamo meritati un applauso per la prestazione esibita.

In tutti i luoghi visitati,  riconosciuti come sposi novelli, siamo stati trattati bene con amicizia e allegria specialmente quando raccontavo che ero stato  destinato a Napoli  alcuni anni addietro passeggiando spesso per Via Caracciolo e altri luoghi suggestivi.
 

Marina Militare A.N.M.I. Corso VO/1959 C.N.S.


Email : franconini@hotmail.it

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aggiornato a :
martedì 02 febbraio 2021