Nave ETNA ---- A-5328
Ex USS WHITLEY AKA-91 Classe Andromeda

 

 

Il mio imbarco su Nave Etna

Alla  fine del corso IGP a La Maddalena nel 1966 c'era la frenesia di sapere quale sarebbe stata la prossima destinazione. Una vocina amica mi anticipò quello che sarebbe stato il mio destino che diceva : "imbarco" ma purtroppo ancora non sapeva su quale nave della Marina sarebbe stato "cercherò che sia  semplice senza tante esercitazioni in giro per il Mediterraneo, ti faro' sapere al piu presto".

Di solito chi è stato sui sommergibili ci ritorna. magari non a bordo avendo il grado superiore  di quello previsto, ma pensavo al Comando Sommergibili dove nei primi tempi ero stato, mi sarebbe piaciuto ritornare e risentire parlare di emersioni, immersioni, fischia alla rapida e tanti altri comandi e fraseggi propri dei sommergibilisti.

Una mattina, caso strano, tutti in piazzale per urgenti comunicazioni del Comandante. Venivamo chiamati uno alla volta per ricevere la busta che conteneva l'ordine del Ministero Reparto Personale.

Giunto il mio turno e fiducioso di quanto detto il mio amico apro il contenuto e leggo NAVE ETNA destinazione Taranto. Curioso che cosa faceva questa nave,  chiedo al mio Capo Reparto dicendomi che era una nave trasporto e un paio di volte l'anno diventava unità da sbarco trasportando il Battaglione San Marco per esercitazioni a Capo Teulada. "Non ti preoccupare avrai la vita facile, su una bella nave con tanto spazio e senza cannoni, dunque niente esercitazioni estenuanti sia della Marina che in ambito NATO".

Imbarcato a giugno con la nave ai lavori e dunque ancorata nei pressi dell'Arsenale dove i Tecnici e le Maestranze eseguivano la manutenzione.

Un anno prima la nave aveva navigato parecchio essendo stata in Giappone per le Olimpiadi al servizio del CONI per il trasporto del materiale che doveva servire agli atleti che partecipava ai giochi.

A bordo di questi c'era ancora del personale che aveva partecipato alla lunga crociera e dunque il passatempo era di questi racconti meravigliosi anche se qualche volta non coincidevano con l'amico che aveva partecipato all'avventura e dunque discussioni animate con richiesta dei testimoni che dovevano decidere di chi era la verità.

Al ritorno della licenza di Natale, sorpresa, mano mano che mi avvicinavo vedo che stanno imbarcando mezzi piu' svariati e tanto materiale logistico, e che succede, nessuno in treno mi aveva parlato di nessun avvenimento che era accaduto in Italia e nel Mondo. Il terremoto del Belice, si un forte terremoto in Sicilia che aveva coinvolto una zona a sud di Palermo e dunque noi andavamo a portare i primi soccorsi. Abbiamo fatto la spola tante volte sia da Taranto che da Napoli alla volta di Palermo ed eravamo angosciati per quella popolazione.

Finito il nostro compito, in primavera il Comandante ci dice che ora ci attende una crociera, qualche esercitazione e bei posti da visitare.
Da Taranto rotta per Venezia a scoprire le bellezze di  una delle piu' belle città del mondo. Ero uno dei pochi che la conosceva avendoci fatto il corso alle scuole CEMM per un anno e dunque potevo dare dei consigli e fare da cicerone per dei posti strategici per turiste e buone trattorie.

Dopo un paio di giorni facciamo rotta verso Napoli, anche li' ero abbastanza preparato, è stata la mia prima destinazione e qui i consigli maggiori richiesti era dove si mangiava la pizza buona. 

Rivedere prima Venezia e poi Napoli quanta nostalgia per quei luoghi bellissimi dove ho trascorso una parte della mia vita. Da Napoli rotta verso Cagliari e poi La Maddalena dove gli americani avevano allestito all'Isola Santo Stefano un rifugio per sommergibili nucleari. Si vedevano soldati americani dappertutto e i commercianti del luogo avevano alzato i prezzi a dismisura.

Dalla Maddalena rotta verso le Bocche di Bonifacio dove io sapevo che era pericoloso dato il grande vento e mare sempre agitato. Il temerario nostro Comandante ha imboccato lo stretto, ero in plancia e come posto di manovra ero addetto alle comunicazioni con la sala macchine.

Paura? NO ma timore SI, vedevamo le rocce sfiorare i bordi della nave, al timone c'era il mio amico Sergio e lo vedevo abbastanza serio e preoccupato agli ordini di manovra del Comandante. L'Ufficiale di Rotta, prima di entrare aveva chiesto se poteva dare la disposizione all'intero equipaggio di indossare il salvagente. Gelato da uno sguardo freddo del C.te  rispose "uomo di poca fede" continuando a vedere lo strumento e sentire quello che gli dicevano le vedette appostate ai margini delle paratie, finalmente dopo poche miglia di apprensione  siamo passati indenni.

Il Comandante in 2^ a nome di tutti ha accennato "complimenti Comandante a nome mio e dell'intero equipaggio", compiaciuto il Capitano di Vascello Berti ordina "cessa posto di manovra" e ringraziando i presenti,  un bel complimento alla sala macchine che ha risposto prontamente ai suoi ordini.

Rotta verso le Baleari e attracco a Palma di Maiorca. Splendida Isola con tante cose da vedere e con una popolazione lieta di ospitare Marinai Italiani e anche di spennarci con souvenir e ricordini.

Dopo questa visita di un paio di giorni, pensavamo di andare a Barcellona e poi ritornando verso casa fare una sosta a Marsiglia. Purtroppo in Marina capita spesso che si possa interrompere una piacevole vita senza pensieri e cosi' richiesti da Comsubin per un appoggio durante una esercitazione di sminamento nell'arcipelago toscano ci ritroviamo a La Spezia ad imbarcare mezzi e materiali alla bisogna degli amici incursori e palombari.

Fine della crociera e fine del collaudo dei motori e delle nuove apparecchiature, si ritorna alla routine e al duro lavoro di essere a disposizione di chiunque abbia bisogno delle nostre stive e delle nostre apparecchiature per imbarcare qualsiasi materiale da trasportare in ogni angolo d'Italia.

Il mio compito a bordo? Capo Segreteria Dettaglio con due Marinai di leva a disposizione come aiuto per sbrigare le varie pratiche necessarie per l'equipaggio dei Marinai e dei Sottufficiali.

Per gli Ufficiali ci pensava la segreteria Comando con l'ufficio sopra il mio e dunque il segnale del mio amico Furiere per andare a prendere un caffè o per una chiacchierata era una bella botta sul pavimento di ferro, alcune volte erano sobbalzi perchè preso alla sprovvista e al mio strillo si faceva una bella risata.

Sono stato bene, comodo e con una bella vista del mare in navigazione. Amavo tanto mettermi a poppa a vedere la scia mentre il mio amico fiducioso  di prendere qualche pesce a strascico borbottava che non abboccavano perchè andavamo troppo veloci.

Con una bagnarola come l'Etna era difficile parlare di velocità anche se dopo i lavori dicevano che era aumentato parecchio  e il rumore dei motori nuovi era accettabile.

Arrivata l'estate era giunto il momento di sbarcare. Era arrivata la lettera per il mio trasferimento che come da accordi era il Ministero della Marina Reparto Elicotteri, ritornavo a parlare di appontaggi, eliche, fumi, motori rumorosi, ecc. ecc. .

Dopo il passaggio di consegne ecco arrivato il momento dei saluti all'equipaggio. Che dire scendendo la scaletta per andare a terra, un anno con dei bravi ragazzi, colleghi e Ufficiali, TUTTO BENE, tanta simpatia e tante promesse per essere di aiuto per qualche pratica al Ministero.

Con il mio sacco in spalla la macchina di servizio mi portava alla stazione. Non ho voluto voltarmi mai per rivedere l'ETNA man mano che ci allontanavamo dal mare, mi bastava ricordare il periodo trascorso, i vari episodi accaduti e le persone amiche che avevo conosciuto.

M.M.I. A.N.M.I. VO/1959 C.N.S.

 

 


aggiornato a :

sabato 07 novembre 2020