In questi giorni spesso vado su internet a curiosare un po' di quello che si dice in giro e principalmente le notizie che mi interessano sono i racconti  dei  miei amici di Marina.

Parlando tramite messagistica del piu' e del meno,  con un mio carissimo amico siamo venuti sul discorso del corso '59 e di quello che lui scrive e mette in rete i racconti delle varie esperienze avute durante il periodo della Marina.

Anche lui del corso '59 e dunque " fra' " come si suol dire in Marina quando si è dello stesso corso.

E cosi' è nata anche per me l'idea di raccontare la mia storia del periodo trascorso in Marina. 
 

IL MIO RACCONTO

Un giorno mentre mi trovavo nella piazza del mio paese - Montevarchi in provincia di Arezzo -  il messo comunale  esponeva un manifesto con una immagine di un marinaio sorridente che  invitava ad arruolarti nella Marina Militare.

Quel viso, quella bella divisa, lo sfondo con la bandiera, il mare e una nave della Marina Militare in navigazione,  mi hanno colpito e ritornando a casa l'ho raccontato a mia madre che guardandomi bene ha capito che mi interessava molto l'idea di andare in Marina e infatti la risposta fu :
 "se ti piace vai" .

Il giorno seguente munito di carta bollata mi presento in Comune per compilare la domanda di arruolamento, allegati gli allegati richiesti raccomando all'impiegato di inviarla al piu' presto possibile perchè ne va della mia vita futura.

Dopo alcuni mesi arriva la richiesta da parte della Marina di recarmi il giorno 13 febbraio 1959 al Maridepocar di La Spezia per le visite mediche,  colloqui attitudinali e assegnamento della categoria nel caso di essere idoneo.

Abile e arruolato con la categoria assegnata di Furiere Contabile.

Ritorno a casa con la bella notizia e mi preparo per partire una volta che arriva la raccomandata con tutte le spiegazioni per raggiungere la scuola dove devo fare il corso per diventare Marinaio e futuro Sottufficiale di Marina.

Nel mese di luglio arriva una bella busta contenente tutte le indicazioni per raggiungere le Scuole CEMM di Venezia - Isola S. Elena - entro e non oltre il 2 settembre 1959.

E quel giorno puntuale di prima mattina ero a Venezia . Piazzale Roma -  in attesa di un traghetto, quando mi sento chiamare da un graduato con voce molto ferma e imperativa : "Allievo vieni con me". 

In mezzo a tante persone scese dal treno mi avevano riconosciuto che ero li per entrare in Marina insieme a tanti altri ragazzi della mia stessa età.
Salito sulla barca adatta per il trasporto truppe, con il vessillo della bandiera della Marina che sventolava a poppa, siamo arrivati a destinazione.

Un sottufficiale dice rivolto a tutti : "quando sarete chiamati : nome, cognome, carta identità e documenti della raccomandata della Marina", aveva omesso che dovevamo dire  "Allievo" prima del nome e cognome e allora i primi rimproveri anche se ingiustificati.

Di poche parole, solo queste giuste tanto per far capire che ora non si poteva fare più di testa propria ma ubbidire ciecamente senza esitazione, in caso contrario punizioni e la rinuncia alla libera uscita anzi no come si voleva che si dicesse in termine marinaresco "alla franchigia". 

Alle ore 8 tutti nel piazzale per l'alza bandiera, non sapendo nulla di questa cerimonia tutti siamo rimasti allibiti da tanta organizzazione.

"Alza bandiera Attenti" un comando forte e deciso dall'Ufficiale di Guardia, squillo di tromba e fischio mentre la bandiera saliva piano piano nella parte piu' alta del pennone. Al termine : "Riposo e ritornate ai vostri servizi".

Stupefacente e bellissimo scenario davanti a un  bel mare azzurro della piu bella città del mondo che era  Venezia, e io ero là  entrato in una grande famiglia orgoglio dell'Italia e stimata in tutto il mondo.

Contento e determinato a fare bene, mi ritenevo fortunato e questa fortuna non volevo che andasse persa per una mia mancata volontà.

https://www.facebook.com/corsovo.cinquantanove

Dopo un paio di mesi mi arriva una raccomandata in cui mia madre mi invitava a ritornare a casa perchè la famiglia aveva bisogno di me. Preoccupato ma anche deluso che proprio ora il destino mi toglieva uno del miei piu' grandi desideri.

Parlato con i miei Superiori, con le lacrime agli occhi, ho dovuto lasciare la Marina.  Mi attendeva un altro compito, quello di figlio che rinuncia a tutto per la propria famiglia quando ha estremo bisogno della sua presenza.

Ciao corso '59, è stato bello trascorrere questi 3 mesi insieme ai miei compagni che ricorderò ognuno per tutta la vita.

Grazie a questa esperienza ho avuto la fortuna di conoscere  Venezia, una delle più belle e ammirate città del mondo, non dimenticherò mai le emozioni e le bellezze di questa grandiosa e maestosa città di mare e dei suoi abitanti fieri di vivere in un posto speciale ricco di storia.

Dopo 3 anni la Marina si ricorda di me, vengo chiamato a fare il Militare, nel 1962 mi presento alla Capitaneria di Rimini per la visita medica e l'assegnazione del contingente 5/42 con la categoria di Furiere Segretario recluta di leva.

Imbarcato su un treno, chiamato "la tradotta",  con altri ragazzi siamo arrivati al Centro Reclutamento di Taranto chiamato Maridepocar.

Finito il periodo del Car, circa 2 mesi di marce e menate varie, il giuramento, una grande cerimonia dove si doveva giurare di essere fedele alla Repubblica Italiana.

Per essere idoneo alla categoria assegnata un piccolo corso di dattilografia e alcuni nozioni di diritto e contabilità.

Sono arrivato 2. del corso e assegnato alla Segreteria Battaglione.

Una sera mentre eravamo al cinema il Comandante in persona interrompe la proiezione del film e ci comanda di andare in armeria a prendere le armi e vettovagliamento per trasferimento immediato a difesa della polveriera.

In seguito dopo continue guardie e ordini di estrema disciplina veniamo a sapere della vicenda tra Russia e Stati Uniti per i missili sull'Isola di Cuba.

Finito l'allarme ritorno alla vita normale ma giusto il tempo per  adeguarmi alla vita militare e ai compiti assegnati, arriva la comunicazione del mio  trasferimento al Ministero di Roma - Ufficio Storico della Marina Militare.

Contento del cambiamento in quanto si cambiava completamente vita in una grande città e senza tanti obblighi da caserma come a Taranto.

Il lavoro consisteva essere a disposizione dell'Ammiraglio di Squadra Aldo Cocchia, uomo eccezionale di profonda cultura.

Il mio compito era di battere a macchina sottodettatura i suoi pensieri, ho imparato molto da questo uomo, mi ha trattato bene e sono contento di aver vissuto quel periodo in una città meravigliosa.

Terminato il mio periodo di NAIA, sono ritornato a casa ritenendomi migliore di quando ero uscito in quanto avevo conosciuto tante persone che mi hanno dimostrato amicizia e Superiori che mi hanno dato stima e fiducia.

Aver fatto parte di questa famiglia di Marinai, prima a Venezia poi a Taranto ed infine a Roma, ricordo ogni giorno passato bello o brutto e questo periodo di gioventù rimarrà nella mia mente per tutta la vita.

Con grande orgoglio faccio parte dell'Associazione Marinai d'Italia ANMI  Montevarchi e insieme ai miei compagni ci ricordiamo di quel periodo magico trascorso in Marina con ognuno le proprie esperienze.

Durante le nostre assemblee, gite culturali o visite a Navi della Marina ritorniamo orgogliosi di essere stati partecipi al benessere della Marina e della nostra Nazione a cui affida la nostra forza armata compiti ardui e difficili da svolgere per il benessere della popolazione.

Sono su Facebook, basta cercare il mio nome e cognome e mi trovate.

Amico di tante persone,  ma quelli che preferisco sono quelli di Marina e in special modo i Marinai del corso '59 di Venezia e  altri che mi hanno conosciuto nelle destinazioni di Taranto e Roma durante il mio servizio militare di leva.
 


 

aggiornato a :
lunedì 28 settembre 2020