E dopo 20 anni di Marina ...

dal 1° maggio 1979 assunto alla Sistel S.p.a.

Via Tiburtina 1031, Roma

Una delle decisioni piu' difficili della mia vita, andare via dalla Marina.
Ho fatto di tutto per evitarlo ma purtroppo non sono riuscito a convincere i miei Superiori del mio problema di assentarmi da casa per un anno intero e cosi' ho accettato l'invito di un mio ex Comandante di seguirlo alla Società SISTEL.  

https://it.wikipedia.org/wiki/Sistel

A quel tempo la Sistel aveva una bella sede con tutti i servizi compresa una propria mensa ed un ampio parcheggio interno, aveva la pecca di stare sulla Via Tiburtina dove il traffico era enorme a tutte le ore.
Nei dintorni le piu' grandi fabbriche a livello nazionale ed internazionale tipo Selenia, Contraves, Spazio, Elettronica e tante altre di importanza minore ma efficaci per il supporto alle grandi nei momenti di maggior lavoro e dunque la via consolare romana chiamata anche la "Tiburtina Valley" non era all'altezza di poter assorbire tanta mole di traffico nelle ore di punta.

Appena assunto eravamo circa 300 persone tra personale amministrativo e personale tecnico altamente specializzato per via delle progettazioni ad alto livello per la Difesa e piccola produzione di modelli elettronici a beneficio dell'industria civile.

Il lavoro  assegnato all'inizio è stato difficile poichè a 40 anni mi sono ritrovato a fare il novellino con accanto personale preparato ma non con l'esperienza e il bagaglio tecnologico da me acquisito in 20 anni di Marina nelle varie esperienze vissute.
Non è passato molto tempo per essere messo a proprio agio anche perchè abituato a colleghi di tutte le regioni d'Italia e dunque a familiarizzare abbastanza in fretta con tutti.

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Venivo da un ambiente militare e mi sono ritrovato con un ex Ammiraglio come Capo e nel piano con un ex Generale dell'Aeronautica e un ex Capitano di Fanteria dell'Esercito. Il fatto di lavorare principalmente per la Difesa comportava avere queste personalità in quanto potevano colloquiare piu' facilmente con alcuni ambienti e capire l'organizzazione in cui si voleva e poteva operare.

Tutto andava per il meglio e senza preoccupazioni di sorta quando una brutta notizia ci ha molto preoccupato e messo in pericolo il posto di lavoro. Un grave incidente stradale riguardante una spedizione in Sardegna di un nostro prototipo facente parte di un grossa commessa  dell'Esercito Italiano.

Purtroppo la gravità dell'incidente riguardante il  carico ha fatto si che non potevamo accollarci le riparazioni necessarie e così tutto il programma passato alla Selenia e noi da Capo Commessa a fornitori esterni con una quota di lavoro ed economico molto inferiore.

Danno enorme con tanto personale a "vuoto lavoro" e danno di immagine presso la Difesa per altri lavori. Solo la volontà di una Società Spezzina,  nostro azionista, di sviluppare dei prototipi di un altro nostro progetto ci ha salvato, ma non tutto il personale purtroppo ha potuto partecipare in quanto il grosso era votato all'altro progetto e che mancando si sovrapponevano fra di loro.

Periodo difficile in quanto data la situazione ogni decisione in famiglia di comprare casa è stata sospesa in attesa di tempi migliori. Eppure all'atto della firma del mio contratto questa società aveva una ottima stima in campo imprenditoriale in quanto i suoi azionisti erano all'apice dell'economia nazionale e mai supporre una tragedia del genere dopo un anno di assicurazioni da tutte le parti che avevo sentito.

Era in ballo il mio avvenire in quanto non piu' giovanissimo (40 anni) e con il mio mestiere di impiegato non facilmente collocabile in qualsiasi ambiente in quanto troppo giovane per il lavoro svolto alla Sistel (gestione commesse) e troppo coinvolto al mestiere in ambito militare.

In ditta si susseguivano incontri di ogni genere per poterci ricollocare in altre lavorazioni simili alla nostra sia alla Difesa che in ambienti civili. I sindacati in raccoglimento in sala mensa ci assicuravano grande avvenire in quanto non era nostra la colpa di quanto avvenuto poichè il trasporto del materiale era a carico con tanto di scorta degli ambienti militari e a loro la responsabilità diretta in quanto erano loro e solo loro di scegliere itinerario sicuro con la presenza di Carabinieri e personale alla guida dei mezzi.

Una prima proposta aziendale si riferiva ad un licenziamento di un centinaio di persone che non ritenevano più idonei ed indispensabili per il futuro della società. A questo comunicato c'è stata una pronta reazione di tutto il personale con scioperi continui che purtroppo non davano tregua al poco lavoro rimasto.

Altre assemblee, altri scioperi e altra proposta aziendale da 100 a 60 esuberi. Sempre più preoccupato per quello che si prospettava il futuro.

La vita in famiglia trascorreva con timore ma con il grande sforzo di non interferire con la vita dei nostri figli a cui ci comportavamo normalmente. Erano ragazzi pieni di spirito e ansiosi di poter vivere serenamente la loro vita che si meritavano. Bravi a scuola e bravi nel comportamento in ogni luogo che ogni giorno frequentavano quando terminati i compiti e dunque vita tranquilla e serena finchè si può, ancora nulla è perduto, anche se lo stipendio per via degli scioperi e della mancanza degli straordinari iniziava a pesare sul bilancio familiare.

Con alti e bassi in questa Società ci sono rimasto per quasi 16 anni comprensivo di due anni trascorsi all'ALENIA che ci aveva assorbito.

Nessun rimpianto di questo periodo e nessun ricordo soddisfacente, ci sono stati momenti di vera paura di rimanere disoccupato e appena comprata casa non era facile vivere e dormire sonni tranquilli. 

Raggiunta l'età della pensione e dato che la crisi della Difesa continuava e il settore civile stentava a decollare mi sono licenziato e sono ritornato a casa da pensionato con 36 anni di contributi che a quel tempo erano quelli giusti secondo le leggi vigenti.

Ancora giovane da pensionato e con alcuni problemi da risolvere per il bene della mia famiglia ho cercato altri lavori, qualsiasi cosa che mi tenesse vivo e occupato come uomo responsabile.

Per qualche mese in un Apple Design, ma la mancanza di esperienza in questo settore non riuscivo a dare il meglio di me stesso ed era un continuo studiare senza alcun progresso produttivo.

Volevo lavorare ma volevo dimostrare di quello sapevo fare dopo tanti anni di esperienza in vari settori. Mi sono reso conto di essere di peso, mi sono licenziato anche se il datore di lavoro era dispiaciuto che me ne andassi perchè escluso il settore tecnico, la mia capacità  lavorativa amministrativa era preziosa.

Altra ricerca sui giornali e sugli annunci di lavoro e dopo tanto cercare finalmente trovo un lavoro che sembrava interessante. Un dirigente dell'editoria parastatale aveva la passione per i viaggi durante le vacanze estive ed invernali che organizzava per se e per gli amici.

Visto i successi che riscuoteva ha deciso di mettere su un'associazione turistica no-profit (Genti e Paesi e Il Sogno) per poter mandare avanti la sua passione anche continuando a lavorare in un altro settore.

......

Sul Messaggero di Roma leggo nella rubrica "cerca lavoro" un trafiletto con la richiesta di una persona di segreteria per il disbrigo di pratiche inerenti l'attività dell'associaazione. Chiedo un colloquio e mi presento con il mio curriculum, faccio la mia figura di persona seria e preparata professionalmente.

Ci sono rimasto 6 anni con vari incarichi di cui l'ultimo di occuparmi di internet e così grazie a questo periodo è nato un altro mestiere e un'altra passione per il computer e la navigazione virtuale.

I miei figli oramai giovanotti e terminata la vita studentesca: il piu' grande dopo il diploma un anno trascorso alla naia alla caserma Cecchignola di Roma ha voluto iscriversi all'università ma anche accettato di fare un corso base come tecnico di computer pur continuando a studiare.

Qualche anno ci è voluto ma poi con la volontà e la perseveranza si è laureato in economia e commercio e questo a me e mia moglie ci ha riempito di orgoglio perchè sapevamo quanti sacrifici aveva fatto per raggiungere questo traguardo.

L'altro figlio diventato tecnico chimico ha trovato nell'ambito del settore il lavoro per poter proseguire la conoscenza di quanto appreso a scuola.

Non è stato facile ma la ferma volontà e la caparbietà di raggiungere lo scopo l'ha portato ad avere successi insperati in un ambiente difficile per conquistare il proprio ruolo di lavoratore serio e capace.

Sono orgoglioso di tutti e due, grandi soddisfazioni di genitori per la loro carriera e la loro consapevolezza di avercela fatta da soli con la volontà di fare bene nella vita.

In questo periodo l'unico ricordo positivo della mia vita lavorativa rimane solo la Marina dove mi ero affezionato a quello che rappresentava, che ancora oggi ha un ruolo importante nella società. 

E' stata una scelta dolorosa lasciarla, era come abbandonare la mia seconda famiglia che mi aveva adottato da giovane e fatto diventare uomo responsabile.
Da quel giorno delle dimissioni tanto tempo è trascorso ma ancora oggi ripenso a quella mia drastica decisione e spesso mi domando se ora come allora avrei fatto la stessa scelta.
Purtroppo non c'è risposta anche se dopo tutto quello che ho passato dopo forse un pentimento in cuore mio c'è.

In Marina sono stato trattato bene, moltissime persone mi hanno apprezzato, stimato e protetto. A terra o in mare uomini belli, veri e orgogliosi di esserlo, dove l'amico diventa amico per la vita e fratello quando si ha avuto la fortuna di iniziare insieme la carriera del marinaio.

Grandi Marinai e grandi Comandanti ottimamente preparati professionalmente che danno la sicurezza ai propri equipaggi e che amministrano la giustizia e la disciplina con sapienza e umanità.

Mi sono iscritto all'ANMI CNS che chiama a raccolta tutti i sommergibilisti d'Italia, in tal modo ricordo il mio periodo migliore sul sommergibile Da Vinci. Attraverso internet incontro alcune persone che ho avuto come collega a bordo oppure amici che hanno avuto altre esperienze simili in altri battelli.

 

Email : franconini@hotmail.it

 

 

aggiornato a :
giovedì 07 gennaio 2021